Breve cronaca della giornata del 22 febbraio a Napoli.

terroristastato

Il 22 febbraio, nell’ambito della giornata di solidarietà per gli arresti del 9 dicembre a danno di Mattia, Niccolò, Chiara e Claudio, quattro compagni della Val Susa accusati di terrorismo, siamo scesi in piazza per ribadire ancora una volta la nostra vicinanza e solidarietà alla popolazione della Valle in lotta da quasi vent’anni contro la costruzione della Tav.
La giornata di lotta si è aperta con l’occupazione da parte di un centinaio di compagni degli uffici della Pizzarrotti, azienda impegnata nella costruzione della linea Tav che collega Gerusalemme a Tel Aviv, tagliando per quasi 7 km i territori palestinesi occupati. All’azione, avvenuta nella centralissima Piazza Garibaldi è seguito un volantinaggio itinerante che ci ha portati a Porta Nolana, la fermata terminale della Circumvesuviana, la rete ferroviaria che collega Napoli ai paesi vesuviani, ormai al collasso: i tagli continui e la privatizzazione della rete ha fatto si che negli ultimi anni a numerosi licenziamenti e peggioramento delle condizioni lavorative di macchinisti ed addetti ai lavori si sia accompagnato un pauroso aumento dei biglietti, drastici tagli al numero di corse, logoramento dei treni divenuti ormai pericolosi e lenti, determinando di fatto l’isolamento dalla città per i migliaia di pendolari di periferia, a cui il diritto ai trasporti è stato precluso a caro prezzo. Non è dunque un caso se la reazione di passeggeri e lavoratori agli slogan, ai volantinaggi e alle scritte che invocavano più trasporti pubblici e meno alta velocità sono state positive e solidali. Successivamente ci siamo recati alla stazione centrale di Piazza Garibaldi dove abbiamo bloccato il Freccia Club, calando striscioni e continuando con scritte e volantini che rivendicano il bisogno e la necessità di treni accessibili a tutti, numerosi e necessari, molto più della costruzione di una linea di alta velocità che vuole devastare un territorio senza portare alcun beneficio alla popolazione che quel territorio lo vive e lo rispetta. Ci siamo poi recati al concentramento del corteo cittadino, chiamato alle 15.30.
La giornata di Napoli è stata caratterizzata anche dalla volontà di rispondere in maniera decisa e compatta all’ondata di arresti che lo scorso 13 febbraio ha colpito a Roma 17 militanti impegnati nelle lotte per il diritto alla casa e nella nostra città 25 dei quali appartenenti alla lista dei precari BROS. Questi ultimi si battono quotidianamente, in quanto disoccupati, per ottenere quello che a Napoli è considerato un vero e proprio miraggio : il lavoro! Il colpo che la repressione ha tentato di infliggere ai compagni ha visto in risposta un corteo partecipato da 1500 persone, scese in piazza per rimarcare la propria solidarietà a tutti coloro che, dalla Valle a Napoli, combattono per la riappropriazione di diritti fondamentali come la salute, il lavoro, la sanità, l’istruzione. Il corteo, molto partecipato, ha attraversato le strade della città contro un dispiegamento massiccio di forze dell’ordine gestite dal vicequestore Fiorillo, già noto per aver partecipato ai petsaggi di Genova 2001 e per aver ordinato nella nostra città, lo scorso 7 maggio, una serie di cariche a freddo contro gli studenti scesi in piazza per esprimere solidarietà per lo sgombero dell’ Ex Cuem di Milano. Per tutta la durata del corteo il vicequestore ha tentato di creare dei cordoni di polizia ai lati dei compagni che hanno risposto fermando il corteo e gridando slogan ai poliziotti fino all’allontanamento degli stessi, proseguendo poi fino alla Prefettura e alla conclusione della giornata, che però non mette un punto alla risposta da dare sia per gli attacchi al movimento No Tav che per quelli rivolti a tutti i compagni.
SIAMO TUTTI NO TAV!!!
Le lotte non si arrestano!

Mensa Occupata Napoli

 

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